News ▪ 1 febbraio 2018

Travel blogger a Bit2018: Martina Santamaria di Pimp My Trip

Bit2018 si avvicina, e anche quest’anno la fiera del turismo vedrà tra protagonisti anche i travel blogger. Analizziamo più da vicino questa figura conoscendo Martina Santamaria, fondatrice del blog Pimp My Trip.

Ciao Martina, in attesa di incontrarti a Bit2018, vuoi presentare in anteprima il tuo blog e la tua attività ai nostri lettori?

Ciao, mi chiamo Martina e da ormai più di 4 anni ho aperto il mio blog di viaggi, pimpmytrip.it. Il blog parla principalmente di viaggi “avventura e fai da te” nei vari paesi del mondo che ho visitato: parlo quindi non solo di luoghi, descrivendoli con i miei occhi e dal mio personale punto di vista,  ma anche di attività sportive e all’aria aperta, come il trekking per esempio, e con un occhio di riguardo al turismo responsabile.

Oltre al blogging mi occupo anche di SEO, passione alla quale sono arrivata proprio grazie al mio blog, e di sviluppo software che è, ad oggi, la mia attività principale.

Quali sono le diverse opportunità che hanno gli operatori turistici di collaborare con travel blogger?

Ce ne sono tantissime e ne nascono continuamente di nuove.

La prima che mi viene in mente e che ultimamente sta avendo molto successo è quella in cui gli operatori coinvolgono blogger da “arruolare” come tour leader o accompagnatori nei loro viaggi di gruppo: la finalità è quella di coinvolgere, oltre al proprio, anche il mercato di riferimento del blogger.

Questo tipo di collaborazione infatti garantisce di ricevere la  promozione del viaggio anche attraverso i suoi canali social e il blog.

Per ottenere i migliori risultati le collaborazioni dovrebbero essere fatte con blogger che siano in linea con il target di riferimento al quale si desidera puntare: avventura nel mio caso, ma anche gastronomia, viaggi giovani, tour culturali o viaggi per famiglie con bambini.

Un’altra collaborazione interessante dal punto di vista sia del blogger che degli operatori sono i blog tour.

Blog tour è il termine che si utilizza oggi per una collaborazione in cui “tutte le spese del blogger sono coperte dall’operatore  in cambio di promozione”. I blog tour, o press-trip come venivano chiamati in passato, non sono nuovi nel mondo  dei media tradizionali e del giornalismo di viaggio, ma sta diventando un modo di collaborare sempre più importante anche per  i blogger.

La cosa migliore dei blogtour è che possono essere personalizzati al budget degli operatori e ai loro obiettivi  strategici: si può partire offrendo semplicemente un soggiorno in hotel gratuito con spese di viaggio coperte, fino ad arrivare a offrire un itinerario completo di più giorni ricco del  “meglio” di una particolare località, città o regione.

Credo che la cosa più importante, e che gli operatori dovrebbero tenere sempre a mente, è che i blogger fondamentalmente sono sia storyteller che creatori di contenuti creativi: invece di assumere un fotografo freelance, un copy-writer o un videomaker, collaborare con un blogger può creare i contenuti di cui si ha bisogno.

Ma non solo i blogger creano contenuti: conoscono anche la loro community, sanno cosa i suoi follower amano, sanno cosa funziona sui social, sono appassionati ed intraprendenti e hanno un portafoglio sempre pieno di idee nuove.

Mentre lo spazio dell’influencer marketing è in continua evoluzione, nel panorama delle collaborazioni con i blogger  trovano ancora ampio spazio le attività promozionali tradizionali.

Con attività promozionali tradizionali intendo in generale le stesura di un blogpost sponsorizzato o post sui canali social del blogger.

La promozione può riguardare sia un singolo prodotto, sia un’esperienza, sia un luogo.

Questa strategia può ancora portare dei beneficiagli operatori e soprattutto è relativamente facile da implementare quando si lavora con un budget limitato: è necessario però tenere a mente che oggi quello che funziona di più sono le collaborazioni in cui un blogger vive o prova davvero le esperienze ed i prodotti di cui parla e abbia così la possibilità di esprimere al meglio ed in maniera “genuina” la sua visione ed il suo personale punto di vista.

Contrariamente infatti c’è il rischio che dalla community di viaggiatori il materiale prodotto solo su commissione, senza un reale e significativo coinvolgimento del blogger, venga avvertito come superficiale o peggio ancora, come si dice in gergo, come una “marchetta”.

  Un modo divertente e creativo di lavorare con gli influencer di viaggio è  quello del “takeover” cioè permettere al blogger di “prendere il controllo” di uno o tutti i canali social dell’operatore  per un periodo di tempo. La strategia di “presa in consegna” è eccezionale perché crea un coinvolgimento unico, aumenta i follower e offre ai brand contenuti di qualità che possono essere condivisi e riproposti anche in futuro e anche su altre piattaforme.

In questo caso non è necessario fornire al blogger l’accesso completo ai propri account social, ma è possibile semplicemente farsi inviare immagini e didascalie una o più volte al giorno durante il periodo di “presa in consegna”, questo dipende ovviamente dagli accordi presi.

Molti marchi, in questo e in altri settori, hanno ottenuto un grande successo “reclutando” un blogger come ambassador o portavoce del proprio marchio. È come nei media tradizionali, quando viene utilizzata l’immagine e il volto di una figura pubblica di alto profilo per  ottenere engagement e credibilità.

Insomma le modalità di collaborazione sono tantissime. Personalmente credo che il “punto forte” dei blogger sia quello di raccontare  un luogo, un’attività o un prodotto attraverso il suo personale punto di vista. E il suo punto di vista non per forza deve essere quello di un esperto ma più che altro di una persona normale con il quale i suoi follower si identificano e che,  proprio perché avvertono il blogger come uno di loro, lo seguono ed hanno fiducia il lui.

Hai voglia di raccontarci un esempio di una tua collaborazione particolarmente ben riuscita?

In quest’ultimo anno ho avuto due collaborazioni che definirei molto importanti per me e dalle quali ho ottenuto feedback molto positivi: la prima è stata una collaborazione con l’USAID per la promozione del turismo “community-based” in Kirghizistan.

Questo progetto ha avuto una copertura mediatica impressionante: sono stati infatti coinvolti 20 tra i più grandi blogger internazionali ed è stato per me, oltre che un’esperienza bellissima dal punto di vista umano, anche un modo per imparare da veri blogger professionisti come si lavora in questo ambito.

La seconda collaborazione è stata con Aerolineas Argentinas e lol.travel per un progetto in Argentina in cui abbiamo prodotto tantissimo materiale tra cui video professionali, decine di fotografie, articoli sul blog e decine di post sui vari social network, principalmente facebook, twitter e instagram.

 

Vi ricordiamo che a Bit2018 potrete incontrare Martina e gli altri travel blogger durante gli speedy meeting di domenica 11 febbraio. A presto!